- TEATRO DELL'OLMO - TAINO

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con
Roberto Aielli, Federica Ferro, Gilberto Giuliani, Luigi La Marca, Daniele Turconi
 
impianto scenico/luci Massimo Barili
costumi Francesca Piotti
sartoria Doretta Belgeri
musiche originali Riccardo Borsani
regia Roberto Aielli
 
Tra comicità e amarezza torna in scena una delle più celebri commedie di Carlo Goldoni, La Locandiera, nella nuova versione prodotta da TDA Teatro. Scritta nel 1753, la commedia narra la storia di Mirandolina, vispa albergatrice fiorentina, di cui si innamorano tutti i viaggiatori che soggiornano nella sua locanda. La sua conoscenza dell’arte amatoria fa si che diventino tutti suoi devoti spasimanti, ma alla fine sceglierà di sposare il suo giovane e fedele servitore, come suggerito da suo padre in punto di morte.
La commedia in realtà dà spunto a Goldoni di mostrare la decadenza della nobiltà e l’affermazione del ceto dei nuovi ricchi, che i titoli di nobiltà li acquista a suon di quattrini.
La classe media o proto-borghese è invece rappresentata dal Cavaliere di Ripafrattasu cui poggia la solidità del nuovo impianto sociale. Ciò nonostante tutte le componenti si accomunano nella fascinazione che subiscono dall’operosità di Mirandolina. Su una scena essenziale, in costumi d’epoca, merletti, parrucche, si muovono personaggi profondamente umani: nobili decaduti e borghesi arricchiti. Epoca di contrasti e di forti cambiamenti. La regia tende all'essenzialità e punta sul ritmo perfetto della commedia, capace, come ogni grande classico, di rivelarsi profondamente moderna. La lezione di Goldoni continua, oggi, a interrogarci sui ruoli dei due sessi e sulla natura dell'amore.

 
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