- TEATRO DELL'OLMO - TAINO

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con
Gilberto Giuliani, Nicolas Errico, Federica Ferro
Luigi La Marca, Roberto Aielli

scena  Massimo Barili
costumi  Francesca Piotti
sartoria  Doretta Belgeri
musiche originali  Riccardo Borsani
regia Roberto Aielli

Tratta dalla novella Richiamo d’obbligo, la commedia L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÙ è, come definisce lo stesso autore, «Una delle più feroci satire che siano mai state scritte contro l’umanità e i suoi valori astratti».
La stesura della commedia si fa risalire al gennaio-febbraio del 1919, il suo debutto al Teatro Olimpia di Milano il 2 maggio 1919. Fra le opere di Pirandello, risulta essere oggi, una tra le più rappresentate.
L’uomo è il signor Paolino, professore rispettabile, che peraltro ha una doppia vita. La virtù la Signora Perella sua amante, una donna tutta modestia, virtù e pudicizia, anche se… incinta del signor Paolino. La bestia, il marito, capitano di marina che torna raramente a casa, ed evita di avere rapporti fisici con la moglie, usando ogni pretesto.
Senza l’incidente dell’inattesa maternità tutto sarebbe filato per il meglio e i due amanti avrebbero potuto continuare per anni e anni  a recitare la loro parte, in pubblico, di persone perfettamente in regola, tenendo ben nascosta la loro relazione.
È questa la società che Pirandello ci rappresenta, una società che pratica una falsa onestà, che in apparenza accetta le norme comuni e le convenzioni e in segreto le trasgredisce. L’incidente occorso alla Signora Perella e al signor Paolino minaccia di sconvolgere quest’ordine basato sull’ipocrisia e costringerà il professore a cercare una soluzione a ogni costo, superando tutti i limiti della convenienza borghese.
La farsa riesce ad essere esilarante e di una grande forza polemica per la graffiante satira che la percorre.

 
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